Collaboriamo

 Come i social media ci aiutano a lavorare e a vivere bene in tempo di crisi




Dalla casa all’orto, dalla macchina ai vestiti, dalle competenze al tempo, oggi in rete si condivide e si scambia di tutto. Sempre più persone, infatti, si incontrano attraverso servizi collaborativi digitali come Airbnb, Etsy, TaskRabbit, Prestiamoci, TheHub, che metteno direttamente in contatto le persone ed eliminano l’intermediazione delle strutture commerciali, finanziarie, istituzionali tradizionali, proponendo nuovi modelli di consumo. C’è chi fa rientrare questi servizi all’interno di un movimento chiamato consumo collaborativo, e chi dentro a un concetto più ampio che è quello dell’economia della condivisione ma comunque li si voglia chiamare sono servizi che, pur nella loro diversità, hanno dei valori e delle modalità operative comuni e che prediligono l’accesso al bene invece della proprietà, la fiducia invece della diffidenza, la filiera corta come alternativa a quella lunga e così via. Figli della crisi economica e delle tecnologie digitali, questi servizi oggi sono in forte crescita e aprono opportunità per gli individui e per la società intera.......>

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5 motivi che faranno del 2014 l'anno della sharing economy

Che futuro! - 15 gennaio 2014

 


nizio anno tempo di bilanci. Cosa è stato e cosa sarà per la sharing economy? Di questo si parlerà con Simone Cicero, Ivana Pais in occasione del primo International Collaboration Day, in un lunchtime hangout organizzato per il prossimo 16 gennaio, durante il quale presenteremo un breve report sui dati e gli eventi salienti del 2013, e risponderemo a domande e questioni poste dai partecipanti. Provo così, in questo post, a immaginare cosa sarà della sharing economy nel 2014, per dare qualche spunto in vista dell’appuntamento e per giocare anche io – almeno una volta – con le previsioni di inizio anno......


E' la sharing economy la grande occasione di Expo: lo capiranno ?

Che futuro! - 13 dicembre 2013

 


60 piattaforme collaborative presenti in Italia di cui 160 di scambio e condivisione, 40 di autoproduzione (making) e, circa 60 di crowding. E’ quanto è emerso da una ricerca dell’Università Cattolica presentata il 29 novembre a Sharitaly, il primo evento interamente dedicato all’economia collaborativa in Italia, che si è svolto presso l’Università Cattolica e Fondazione Eni Enrico Mattei.

Numeri importanti perché aiutano a dimensionare l’economia collaborativa in Italia, ma che, tuttavia, non rappresentano la vera notizia emersa dal convegno. La novità più grande, infatti, è stata scoprire tanto entusiasmo intorno al tema che si è manifestato prima, durante e dopo l’evento......


Sharing economy in Italia
Sale la propensione a scambi e condivisioni

Nova - Il sole 24 ore - 24 novembre 2013


li italiani sono pronti a condividere? Secondo la ricerca di Duepuntozero (Doxa) sembrerebbe di sì. In Italia, infatti il 13% della popolazione ha utilizzato almeno un a volta i servizi che permettono di scambiare condividere i beni. Una percentuale che si avvicina al punto critico di dffusione di innovazione (15%) teorizzata da Everett M. Rogers oltre 50 anni fa,alla quale si deve aggiungere un altro 10% che si dichiara interessato, mentre il 59% degli intervistati conosce il fenomeno almeno per sentito dire. Dati che, tuttavia, mettono in luce anche un certo ritardo, se si pensa che il 52% degli americani ha affittato o prestato propri beni negli ultimi due anni (Sunrun2012), che il 64% dei britannici (ThePeoplewhoshare) e un francese su due  .....


Arriva Sharitaly, l’evento per l’economia collaborativa

Pro News.it - 22 novembre 2013


Carpooling, crowfunding, affitti tra privati. L'economia collaborativa (o all’inglese, g economy) cresce anche in Italia, e il 29 novembre a Milano si svolgerà anche il primo evento dedicato, Sharitaly, organizzato da Marta Mainieri, autrice del libro Collaboriamo! e ideatrice del sito Collaboriamo.org.

Il potenziale di questi nuovi modelli di consumo basati non più sulla proprietà ma sull’accesso al bene è altissimo, per questo è nata l’idea di offrire una prima panoramica del fenomeno e stimolare una riflessione, insieme a esperti internazionali, start up, imprese e amministrazioni. Sharitaly vanta infatti il supporto scientifico e organizzativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e della Fondazione Eni Enrico Mattei , che ospiteranno l’evento, e il patrocinio di Asseprim , l’associazione nazionale servizi professionali per le imprese.....


Condividere non è una moda passeggera ma una tradizione antica. Recuperiamola

Che futuro! - 14 novembre 2013

 


l prossimo 29 novembre a Milano si terrà Sharitaly, il primo evento interamente dedicato all’economia collaborativa in Italia curato da Collaboriamo (directory dei servizi collaborativi) con il contributo organizzativo e scientifico di Università Cattolica del Sacro Cuore e FEEM, Fondazione Eni Enrico Mattei.

Una giornata tutta dedicata alla sharing economy. L’idea nasce dopo Leweb dello scorso giugno. Una conferenza – la più importante forse in Europa nel mondo dell’innovazione tecnologica – tutta dedicata, in quella sessione, all’economia collaborativa.

Una delusione per chi mastica già l’argomento perché non aggiunge molto a quanto già si conosce e, soprattutto perché la sharing economy viene “celebrata”, lasciando quasi completamente da parte ogni spirito critico....



L'era della sharing economy

Vita - ottobre 2013 -

Mobilità, housing, educazione, design, scambio di competenze e servizi. L'economia condivisa sta mettendo in campo modelli di business sostenibili. Che sfumano i confini tra profit e no profit

 

La contraddizione che complica le cose a chi cerca di mettere nero su bianco questo strano fenomeno, che secondo la rivista Forbes nel 2012 ha creato ricavi a privati a livello globale per 3,5 miliardi  di dollari, sta nell'etichetta più comunemente usata per definirlo: sharing economy. Economia collaborativa. Etichetta che mette insieme due poli ormai allontanati da oltre due secoli di consumo-capitalismo: quello dell'economia - che fa pensare - al profitto - e quello della condivisione - che tira il carretto più verso la gratuità. Tra questi due estremi si sta giocando una partita .......


Quando le grandi aziende ripensano in maniera collaborativa il loro modello di business

Che futuro! - 4 luglio 2013

 


economia collaborativa sta dimostrando di essere un fenomeno dirompente. Sebbene non ci siano studi che al momento diano evidenza di quanto sia il suo peso nell’economia reale, ci sono molti dati che dimostrano che è un modello sempre più diffuso sia per numero di servizi proposti (1000 e più le start up “collaborative” censite negli USA, più di 150 le italiane), sia per persone che lo utilizzano (il 52% degli americani e il 64% degli adulti nel Regno Unito ha dichiarato di prendere parte ai servizi collaborativi attivamente).

Quello che sta avvenendo in realtà è molto più profondo di quanto i numeri dicono fino ad ora. Attraverso i servizi collaborativi si sta affermando un nuovo modello progettuale, il p2p, che, disintermediando, ridefinisce e modifica il modo in cui consumiamo – e viviamo – trasformando così, ancora una volta, il rapporto fra aziende e consumatori.........



Collaboriamo a Radio 2

Miracolo Italiano -  2 luglio 2013

 


The Rising of the Sharing Economy in Italy

Shareable: Work & Enterprise - 24 giugno 2013

 


Collaborative services experiencing a surge in Italy. Much ink is being spilled by the media about this growing movement. The radio does its part, too, by making people aware of this new phenomenon born out of economic necessity. Further still, there are a growing number of conferences on the theme, covering a fairly broad range of topics full of start-up stories. The debate will no doubt intensify in the coming months. Despite some initial skepticism, this budding social trend is rapidly taking shape. It's still early days in Italy. Shortly, we will begin to hear the first success stories (and their implications), just as in the United States......


 


Collaboriamo a Jalla Jalla

Radiopopolare - 28 maggio 2013


 



Condividere per uscire dalla crisi

Repubblica.it - 22 maggio 2013



COL-LAB, ossia fare rete per essere competitivi

Che futuro! - 25 maggio 2013

 


are rete per essere più competitivi. E’ questo l’obiettivo di COL-LAB, un evento riservato alle startup del mondo della sharing economy italiana organizzato da Collaboriamo.org, che si terrà lunedì prossimo 27 maggio presso Make a Cube, il primo incubatore in Italia specializzato in imprese ad alto valore sociale, ambientale e culturale. Alla serata, che avrà come titolo “Come progettare un servizio collaborativo”, parteciperanno, in qualità di relatori, il team di Etsy Italia, che spiegherà come costruire e gestire una community, BlaBlacar che affronterà il tema della fiducia fra sconosciuti, e Uber che racconterà la tecnica per aprire un servizio in una nuova città. Ad ascoltare più di 25 startup, tra quelle presenti in sala e quelle che si collegheranno da remoto......

 




A che punto è lo sviluppo delle piattaforme collaborative in Italia

Che futuro! - 17 maggio 2013

 


onsumo collaborativo, sharing economy o economia della condivisione sembrano diventate le parola del momento anche in Italia. Solo qualche mese fa pareva che quasi nessuno ne conoscesse il significato mentre oggi, invece, se ne parla sui giornali, in radio e in televisione.

Moda? Sicuramente un po’, ma come diceva Goethe: “Solo gli stolti parlano di moda ogniqualvolta lo spirito umano si sforza di progredire”, e per dimostrare che il grande scrittore aveva ragione, vorrei utilizzare le colonne di questo blog per dare il mio punto di vista sull’economia della condivisione e per monitorarne il suo andamento........

 




Ho inventato (e scritto) "Collaboriamo!", per riunire tutti i servizi collaborativi italiani

Che futuro! - 28  marzo 2013

 


uella che sto per raccontare è la storia di un libro, appena pubblicato, e di un servizio ancora in versione “artigianale”. Entrambi si chiamano “Collaboriamo” e hanno l’obiettivo di divulgare i servizi collaborativi digitali (aka consumo collaborativo), servizi, cioè, che mettono in contatto persone con persone per scambiare, condividere e vendere direttamente beni, competenze, denaro.

La storia è cominciata durante un periodo di maternità. Proprio quella maternità che pensavo mi avrebbe portato lontana dal lavoro che, con tanta fatica, dopo le precedenti altre due maternità, mi stavo faticosamente riconquistando.......

 




"L'arte di lavorare con gli altri".
Quando il coworking parla italiano

Repubblica.it - 28  dicembre 2012

 


In quanto a iniziative il nostro paese è quarto in in Europa dopo Germania, Spagna e Gran Bretagna. I protagonisti si raccontano e spiegano perché vanno avanti nonostante la mancanza di fondi pubblici, e di aziende e i capitalisti di ventura disposti ad investire negli spazi e nei suoi abitanti. "Serve una cultura del freelence"

Non che fino a quel momento non esistessero spazi di lavoro in comune fra liberi professionisti, anzi, basta pensare alla formula degli studi associati, ma quello che era già sottointeso nell'esperimento di Neuberg, anche se in uno stato embrionale, non è la semplice condivisione di metri quadri, scrivania, e macchinetta del caffè, ma un nuovo ambiente di lavoro a metà tra l'ufficio tradizionale e la propria abitazione, dove professionisti con competenze anche molto diverse si ritrovano per condividere gli spazi e gli strumenti professionali ma anche per sperimentare, a volte in maniera inconsapevole, un nuovo modello di lavoro basato sullo scambio e sulla collaborazione. .....

 




La fiducia sul Web ha valore
"E' una moneta di scambio"

Repubblica.it - 25 febbraio 2012

 


 Il sistema dei feedback funziona bene ancora oggi. Supportando idee e servizi che, attraverso la condivisione dei beni, il riciclo e lo scambio, promuovono modelli di acquisto, di consumo e di vita diversi da quelli a cui siamo abituati. Ma l'obiettivo è un sistema tutto nuovo per calcolare la nostra reputazione online

NEL FEBBRAIO 1996, a soli sei mesi dal lancio, il fondatore di Ebay Pierre Omidyar scriveva a tutti gli utenti del sito una lettera che diceva così: "Tutte le persone sono oneste, ma alcuni sono disonesti. Cercano di approfittarsene. E nonostante in questi sei mesi diecimila transazioni sono andate a buon fine e soltanto una dozzina si sono concluse male, siamo costretti a intervenire". Questa è la vita! Continuava Omidyar, che, con quella lettera, introduceva sul suo sito il feedback, un sistema che permetteva di dare un voto (positivo 1, neturale 0, negativo -1) , sia al venditore sia all'acquirente, e di lasciare un breve commento al fine di ogni transazione. .......




Pinocchio "scaricato" dai bambini
Tempi, nuone possibilità, timori. Così si regola la famiglia digitale
Un articolo di: Jesi Carlotta

Corriere della Sera - 28 gennaio 2012

 


Qual è il pianeta più piccolo, mamma?». Fortuna, per Michela, che c' è Wikipedia. E fortuna che ha insistito per avere una casa hi-tech, con wifi e presa per Adsl in tutte le stanze. Già perché Tommaso, 6 anni, la domanda te la fa in bagno, alle 20 circa: l' ora della «seduta» e anche dell' iPad. I media digitali, per lui e la sorellina di 4 anni, non sono mostri cattivi da cui stare lontani. Tutt' altro. I bimbi ascoltano le canzoni dello Zecchino d' Oro su YouTube, giocano sul telefonino, in salotto hanno l' Apple tv. «Li considero preziosi strumenti e fonti di informazione», spiega Michela Cella, ricercatrice di economia politica in Bicocca, «e invece di vietarli ai bambini cerco di insegnare loro come usarli in maniera responsabile». .......




Il nostro quotidiano sostenibile da coltivare

Apogeonline - 28 dicembre 2011

 


Dal design alla partecipazione, passando per ruolo del pubblico: una conversazione con Ezio Manzini, uno dei nostri studiosi più attivi nel campo dell’innovazione sociale

Il Professore al Politecnico di Milano, alla Parsons School di New York, alla Tonji University di Shanghai, Ezio Manzini si occupa da più di 20 anni di design per la sostenibilità. Autore di molte pubblicazioni, ha diretto diverse ricerche nazionali e internazionali, ricevendo numerosi riconoscimenti e premi sia in Italia che all’estero. Recentemente i suoi studi si sono focalizzati più sui temi legati all’innovazione sociale, considerata una dei principali motori dei cambiamenti sostenibili. Ha fondato e coordina Desis, una rete internazionale di scuole di design e di organizzazioni attive nel campo del innovazione sociale e della sostenibilità.......



Il futuro del marketing? Salvare il mondo

Apogeonline - 14 dicembre 2011

 


Il fallimento del sistema economico e finanziario è sempre più evidente. È necessario cambiare, ma non è facile cambiare in corsa. Ma chi arriverà per primo ne trarrà il maggior beneficio

Il futuro del marketing è salvare il mondo. Lo raccontava il professor Saadi Lahlou della London School of Economics alla conferenza annuale dell’Accademia Europea di Marketing del 2009, e ce lo ha ribadito in una chiacchierata che abbiamo avuto con lui via mail in questi giorni. «Troppo spesso nel passato il marketing è stato dalla parte buia della barricata», spiega, «mobilitando ingenti risorse solo per rafforzare i brand e incentivare all’acquisto. Ora è venuto il momento per questa disciplina di dirottare le sue affilate tecniche di persuasione verso la salvaguardia dell’ambiente e la costruzione di comportamenti etici e sostenibili, utilizzando la riconoscenza come strumento di compensazione alla perdita di comfort».......



Combattere la crisi col consumo collaborativo

Apogeonline - 2 novembre 2011

 


In Italia è ancora un fenomeno di nicchia, ma negli Stati Uniti ha subito un forte impulso dopo il crollo economico del 2008 e vede ogni giorno migliaia di persone condividere, scambiare, rimettere in circolo beni e competenze

Ieri ho dato via il mio passeggino doppio. L’ho venduto su Subito a ben 35 euro. Una grande soddisfazione; non tanto per il guadagno, direi poco significativo, quanto perché ho rimesso in circolo un passeggino pieno di ricordi invece di buttarlo, e perché l’ho consegnato direttamente al nuovo proprietario, invece di portarlo in discarica. Un’amica, qualche ora dopo l’affarone, mi ha scritto invitandomi a un bookcrossing che si terrà tra qualche giorno in un parco di Milano: si scambiano libri ed è un’occasione per rivedere lei e altri vecchi amici. Andrò. Invece la mia amica Giovanna oggi mi ha comunicato con soddisfazione di aver trovato un appartamento dove alloggiare con la sua famiglia il prossimo week end a Barcellona: .......



Pisapia alla prova della leadership "wiki"

Apogeonline - 14 giugno 2011

 


Dopo l’onda irriverente e indignata che ha accompagnato l’elezione del nuovo sindaco di Milano, ora la partecipazione civica dei cittadini attraverso i social media prova a farsi costruttiva

«Non lasciatemi solo», aveva detto Giuliano Pisapia dal palco di piazza del Duomo il giorno in cui fu eletto sindaco di Milano, ma probabilmente neanche lui, che ai sogni ci è abituato, si sarebbe aspettato che quell’appello sarebbe stato così preso sul serio. Tre giorno dopo la vittoria, Paolo Iabichino, direttore creativo di Ogilvy, lancia su Twitter #pisapiasentilamia, un hashtag (una sorta di canale tematico) attraverso il quale inviare al neo sindaco di Milano proposte per una città diversa e migliore. Iniziano così a piovere messaggi fra i più disparati tra cui ne emergono alcuni più ricorrenti e rilanciati: «più piste ciclabili e bike sharing», «per l’expo riprendi il progetto dell’orto planetario», «tanto wifi a tutti!».......



Lunga vita alle persone

5 giugno 2011

 


Che le partite elettorali si giochino anche su internet non è certo una novità. Lo si è visto a suo tempo con Obama e oggi è ormai sotto gli occhi di tutti. La notizia quindi oggi non è come e quanto la rete abbia contribuito alla elezione di Pisapia sindaco di Milano, o quanto contribuirà all’esito dei referendum, ma che l’elettorato, attraverso questa, si stia mostrando sempre più maturo e consapevole e che, con questo, si debba fare i conti se si vuole vincere. Ma andiamo con ordine.
Alle elezioni amministrative milanesi entrambi i candidati hanno occupato fin dall’inizio della loro campagna i canali tipici della comunicazione su web. Entrambi hanno aperto un sito dedicato alle elezioni, (http://www.letiziamoratti.it ; www.pisapiaxmilano.com), entrambi hanno presidiato i diversi social media.......




Perchè Pisapia

Agoravox - www.agoravox.it - 30 maggio 2011

 


Perché un uomo “qualunque” come Pisapia (perché diciamolo, non ha certo il carisma di Obama!) ha saputo coinvolgere tante persone a Milano, fino a farle diventare un movimento spontaneo che continuamente ingrossava le sue fila? Milano si è risvegliata ma davvero dormiva? E perché proprio ora? Me lo chiedo da un po’ e oggi in questo giorno di silenzio elettorale provo a riflettere.

Milano non si è mai addormentata sotto Berlusconi e i suoi prodi. Se fino a qualche anno fa questi potevano ancora essere un modello per una città che ambiva ad essere la prima e più importante realtà industriale italiana ora questo non vale più. E non solo perché l’amministrazione della Moratti .....

Articolo pubblicato inoltre su: Italia 2013

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