La fiducia sul Web ha valore
"E' una moneta di scambio"

Repubblica.it - 25 febbraio 2012

 


 Il sistema dei feedback funziona bene ancora oggi. Supportando idee e servizi che, attraverso la condivisione dei beni, il riciclo e lo scambio, promuovono modelli di acquisto, di consumo e di vita diversi da quelli a cui siamo abituati. Ma l'obiettivo è un sistema tutto nuovo per calcolare la nostra reputazione online

NEL FEBBRAIO 1996, a soli sei mesi dal lancio, il fondatore di Ebay Pierre Omidyar scriveva a tutti gli utenti del sito una lettera che diceva così: "Tutte le persone sono oneste, ma alcuni sono disonesti. Cercano di approfittarsene. E nonostante in questi sei mesi diecimila transazioni sono andate a buon fine e soltanto una dozzina si sono concluse male, siamo costretti a intervenire". Questa è la vita! Continuava Omidyar, che, con quella lettera, introduceva sul suo sito il feedback, un sistema che permetteva di dare un voto (positivo 1, neturale 0, negativo -1) , sia al venditore sia all'acquirente, e di lasciare un breve commento al fine di ogni transazione. .......




Pinocchio "scaricato" dai bambini
Tempi, nuone possibilità, timori. Così si regola la famiglia digitale
Un articolo di: Jesi Carlotta

Corriere della Sera - 28 gennaio 2012

 


Qual è il pianeta più piccolo, mamma?». Fortuna, per Michela, che c' è Wikipedia. E fortuna che ha insistito per avere una casa hi-tech, con wifi e presa per Adsl in tutte le stanze. Già perché Tommaso, 6 anni, la domanda te la fa in bagno, alle 20 circa: l' ora della «seduta» e anche dell' iPad. I media digitali, per lui e la sorellina di 4 anni, non sono mostri cattivi da cui stare lontani. Tutt' altro. I bimbi ascoltano le canzoni dello Zecchino d' Oro su YouTube, giocano sul telefonino, in salotto hanno l' Apple tv. «Li considero preziosi strumenti e fonti di informazione», spiega Michela Cella, ricercatrice di economia politica in Bicocca, «e invece di vietarli ai bambini cerco di insegnare loro come usarli in maniera responsabile». .......




Il nostro quotidiano sostenibile da coltivare

Apogeonline - 28 dicembre 2011

 


Dal design alla partecipazione, passando per ruolo del pubblico: una conversazione con Ezio Manzini, uno dei nostri studiosi più attivi nel campo dell’innovazione sociale

Il Professore al Politecnico di Milano, alla Parsons School di New York, alla Tonji University di Shanghai, Ezio Manzini si occupa da più di 20 anni di design per la sostenibilità. Autore di molte pubblicazioni, ha diretto diverse ricerche nazionali e internazionali, ricevendo numerosi riconoscimenti e premi sia in Italia che all’estero. Recentemente i suoi studi si sono focalizzati più sui temi legati all’innovazione sociale, considerata una dei principali motori dei cambiamenti sostenibili. Ha fondato e coordina Desis, una rete internazionale di scuole di design e di organizzazioni attive nel campo del innovazione sociale e della sostenibilità.......



Il futuro del marketing? Salvare il mondo

Apogeonline - 14 dicembre 2011

 


Il fallimento del sistema economico e finanziario è sempre più evidente. È necessario cambiare, ma non è facile cambiare in corsa. Ma chi arriverà per primo ne trarrà il maggior beneficio

Il futuro del marketing è salvare il mondo. Lo raccontava il professor Saadi Lahlou della London School of Economics alla conferenza annuale dell’Accademia Europea di Marketing del 2009, e ce lo ha ribadito in una chiacchierata che abbiamo avuto con lui via mail in questi giorni. «Troppo spesso nel passato il marketing è stato dalla parte buia della barricata», spiega, «mobilitando ingenti risorse solo per rafforzare i brand e incentivare all’acquisto. Ora è venuto il momento per questa disciplina di dirottare le sue affilate tecniche di persuasione verso la salvaguardia dell’ambiente e la costruzione di comportamenti etici e sostenibili, utilizzando la riconoscenza come strumento di compensazione alla perdita di comfort».......



Combattere la crisi col consumo collaborativo

Apogeonline - 2 novembre 2011

 


In Italia è ancora un fenomeno di nicchia, ma negli Stati Uniti ha subito un forte impulso dopo il crollo economico del 2008 e vede ogni giorno migliaia di persone condividere, scambiare, rimettere in circolo beni e competenze

Ieri ho dato via il mio passeggino doppio. L’ho venduto su Subito a ben 35 euro. Una grande soddisfazione; non tanto per il guadagno, direi poco significativo, quanto perché ho rimesso in circolo un passeggino pieno di ricordi invece di buttarlo, e perché l’ho consegnato direttamente al nuovo proprietario, invece di portarlo in discarica. Un’amica, qualche ora dopo l’affarone, mi ha scritto invitandomi a un bookcrossing che si terrà tra qualche giorno in un parco di Milano: si scambiano libri ed è un’occasione per rivedere lei e altri vecchi amici. Andrò. Invece la mia amica Giovanna oggi mi ha comunicato con soddisfazione di aver trovato un appartamento dove alloggiare con la sua famiglia il prossimo week end a Barcellona: .......



Pisapia alla prova della leadership "wiki"

Apogeonline - 14 giugno 2011

 


Dopo l’onda irriverente e indignata che ha accompagnato l’elezione del nuovo sindaco di Milano, ora la partecipazione civica dei cittadini attraverso i social media prova a farsi costruttiva

«Non lasciatemi solo», aveva detto Giuliano Pisapia dal palco di piazza del Duomo il giorno in cui fu eletto sindaco di Milano, ma probabilmente neanche lui, che ai sogni ci è abituato, si sarebbe aspettato che quell’appello sarebbe stato così preso sul serio. Tre giorno dopo la vittoria, Paolo Iabichino, direttore creativo di Ogilvy, lancia su Twitter #pisapiasentilamia, un hashtag (una sorta di canale tematico) attraverso il quale inviare al neo sindaco di Milano proposte per una città diversa e migliore. Iniziano così a piovere messaggi fra i più disparati tra cui ne emergono alcuni più ricorrenti e rilanciati: «più piste ciclabili e bike sharing», «per l’expo riprendi il progetto dell’orto planetario», «tanto wifi a tutti!».......



Lunga vita alle persone

5 giugno 2011

 


Che le partite elettorali si giochino anche su internet non è certo una novità. Lo si è visto a suo tempo con Obama e oggi è ormai sotto gli occhi di tutti. La notizia quindi oggi non è come e quanto la rete abbia contribuito alla elezione di Pisapia sindaco di Milano, o quanto contribuirà all’esito dei referendum, ma che l’elettorato, attraverso questa, si stia mostrando sempre più maturo e consapevole e che, con questo, si debba fare i conti se si vuole vincere. Ma andiamo con ordine.
Alle elezioni amministrative milanesi entrambi i candidati hanno occupato fin dall’inizio della loro campagna i canali tipici della comunicazione su web. Entrambi hanno aperto un sito dedicato alle elezioni, (http://www.letiziamoratti.it ; www.pisapiaxmilano.com), entrambi hanno presidiato i diversi social media.......




Perchè Pisapia

Agoravox - www.agoravox.it - 30 maggio 2011

 


Perché un uomo “qualunque” come Pisapia (perché diciamolo, non ha certo il carisma di Obama!) ha saputo coinvolgere tante persone a Milano, fino a farle diventare un movimento spontaneo che continuamente ingrossava le sue fila? Milano si è risvegliata ma davvero dormiva? E perché proprio ora? Me lo chiedo da un po’ e oggi in questo giorno di silenzio elettorale provo a riflettere.

Milano non si è mai addormentata sotto Berlusconi e i suoi prodi. Se fino a qualche anno fa questi potevano ancora essere un modello per una città che ambiva ad essere la prima e più importante realtà industriale italiana ora questo non vale più. E non solo perché l’amministrazione della Moratti .....

Articolo pubblicato inoltre su: Italia 2013

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Digitali d'adozione

Nova 24 ore, il sole 24 ore - 18 novembre 2010


Uno studio Bicocca: universitari connessi ma poco attivi nell'uso delle tecnologie


Sempre più connessi ma non ancora "nativi digitali". sono i giovani universitari della Bicocca di Milano fotografati da uno studio condotto da da  NuMedia-BiOs, osservatorio sui nuovi media, e presentato oggi al convegno internazionale Digital Learning che si tiene  a Cinisello Balsamo (Milano). Una ricerca che si è svolta in due anni, 2008 e 2009, e che ha voluto approfondire il rapporto degli studenti universitari con le nuove tecnologie, per riempire un vuoto negli studi che indagano specifici comportamenti comunicativi dei giovani di particolari fasce di età. ......



Migranti e social media

una puntata di "Passpartù" - 16 novembre 2010


Come i migranti utilizzano i media digitali? Dai più comuni canali di comunicazione, come le mail, ai più moderni social network. Un’esperta di media digitali, uno scrittore e due proprietari di internet point di un quartiere romano con un’altissima percentuale...



Il manager entra in community

Nova 24 ore, Il sole 24 ore - 20 maggio 2010


Dopo quasi cinque anni e 4 miliardi di fotografie pubblicate, lo scorso 30 aprile Hearther Champ, community manager di Flickr, ha lasciato uno dei dei più noti social network per fondare un'agenzia di consulenza in community management. "Apro una nuova società per aiutare le aziende a beneficiare della nostra esperienza", scrive sul suo blog. Una scelta che non sembra azzaedata: in molti oggi affermano che 2010 sarà l'anno del community manager. "E' vero conferma Bruno Pellegrini, Ceo di ThBlogTV, media company specializzata in progetti di crowdsourcing grazie alle opportunità create dai media .........



Ci ho provato e ce l'ho fatta, una Storia d'Africa

Apogeonline - 08 marzo 2010


La curiosa vicenda di un quattordicenne del Malawi che ha costruito un mulino a vento per dare elettricità alla sua casa e alla sua famiglia


«Prima che scoprissi il miracolo della scienza, la magia governava il mondo». Così inizia The boy who harnessed the wind, il libro che racconta la storia di William Kamkawamba, un ragazzo del Malawi che a quattordici anni ha costruito un mulino a vento con alcuni pezzi di scarto. Voleva rifornire la sua casa di elettricità e fare qualcosa per non essere condannato a lavorare la terra della sua famiglia tutta la vita. La sua storia ha commosso prima la blogosfera africana, poi la platea della Ted Conference ad Arusha (Tanzania) nel 2007, e, da qui, è rimbalzata sulla prima pagina del Wall Street Journal fino poi a diventare un libro, scritto in collaborazione con il giornalista dell’Associated Press Bryan Mealer e ora tradotto in italiano da Rizzoli.........



Imparare IN digitale

Nova 24 ore, il sole 24 ore - 21 gennaio 2010


Con la lavagna interattiva le scuole italiane sperimentano la tecnologia. A patto di usarla come mezzo di innovazione della didattica, non come megafono della lezione frontale


«La formula di Erone è sempre un po' antipatica» afferma Demetrio Caccamo, insegnante di matematica alla scuola media Spezzaferri di Lodi; e allora, per impararla, tutti in palestra! È qui che il professor Caccamo insieme ai suoi ragazzi identifica e fotografa la superficie di un quadrilatero irregolare, per poi scaricarla sulla lavagna interattiva una volta tornati in classe, tratteggiarne i lati con la penna digitale, e calcolarne la superficie. Al termine della spiegazione si procede con gli esercizi, scaricati da siti come pernigo.com o matematicamente.it. E per scienze? Su You Tube o TeacherTube, dove si trovano video di alta qualità adatti agli studenti. «La lezione la costruisco sempre in classe insieme ai ragazzi, cercando di seguire la loro curiosità»......



La reta dei migranti che avvicina i mondi

Apogeonline - 11 gennaio 2010


Emigrare oggi non significa più necessariamente perdere i contatti col proprio paese e con la propria gente. E grazie a internet si formano nuovi punti di riferimento

 «Ma io ti lo detto e ti lo ripeto che se qualche volta non scrivo a tempo none colpa mia e per la distanza che mi sipara di Città Bolivar e di costo non è come El Callao che parte un corriere ogni quindici giorni. Dite a tuvo fratello (…) che vede la carta geografica di Venezuela e che ti dice dove si trova Guasdalito». Così scriveva il mio bisnonno a sua moglie nel 1894. Lui, immigrato in Venezuela, e lei, rimasta in un paesino della Calabria settentrionale, affidavano alle lettere le loro storie, le loro paure, i ricordi. Lettere che arrivavano, mai partivano, si perdevano e che la storiografia ha a lungo studiato per capire comportamenti, cultura e valori dei nostri migranti. ........