|
|
marta mainieri
5 giugno 2011
Lunga vita alle persone
Che le partite elettorali si giochino anche su
internet non è certo una novità. Lo si è visto a suo tempo con Obama e
oggi è ormai sotto gli occhi di tutti. La notizia quindi oggi non è come
e quanto la rete abbia contribuito alla elezione di Pisapia sindaco di
Milano, o quanto contribuirà all’esito dei referendum, ma che
l’elettorato, attraverso questa, si stia mostrando sempre più maturo e
consapevole e che, con questo, si debba fare i conti se si vuole
vincere. Ma andiamo con ordine. Alle elezioni amministrative milanesi
entrambi i candidati hanno occupato fin dall’inizio della loro campagna
i canali tipici della comunicazione su web. Entrambi hanno aperto un
sito dedicato alle elezioni, (http://www.letiziamoratti.it;
www.pisapiaxmilano.com), entrambi hanno presidiato i diversi social
media. Lasciando da parte i giudizi di merito sul diverso uso delle
piattaforme, o sulla freschezza o meno della comunicazione, non è stato
il modo in cui i due candidati hanno gestito la loro campagna su
internet a spostare le simpatie dei cybernauti. In entrambi i casi
internet è stata sfruttata solo per una piccola percentuale delle sue
potenzialità e in maniera piuttosto elementare. Niente a che vedere con
la già citata campagna di Obama– forse la più digitale della storia –
che, per esempio, aveva affiancato al suo sito ufficiale una community
dedicata all’interazione fra i sostenitori, aveva usato le mail, quasi
giornaliere, per informare e fare fundraising e aveva monitorato quel
che si diceva in rete di lui e del suo avversario intervenendo laddove
necessario. In Italia siamo ancora lontani da un uso così completo della
rete in politica come nel marketing. Ma se i partiti come le aziende non
sono ancora pronti a sfruttare a pieno le potenzialità del web, chi
invece continua a dimostrare di conoscerne perfettamente le dinamiche
sono le persone, le quali come denunciano le aziende quando dicono bugie
o promettono il falso, così in queste elezioni hanno via via commentato
quanto si diceva in campagna elettorale, online e offline dimostrando
anche un certo approccio multicanale. Così a commento di alcune
affermazioni di esponenti di destra sono nati i primi tormentoni della
campagna milanese: Mamma mia Pisapia, compendio di buoni motivi per non
votare il candidato del centrosinistra, Tutta colpa di Pisapia, pagina
Facebook dove le persone si sono divertite a dare la colpa all’attuale
sindaco di Milano di ogni genere di problema, poi i messaggi contro
l’affermazione di Red Ronnie, che aveva colpevolizzato il “vento di
Pisapia" per aver annullato il LiveMi, infine sucate, il quartiere
immaginario di Milano, e il video sul favoloso mondi di PIsapie. Un
escalation di ironia nata dal basso che ha generato un effetto virale
importante dimostrando non solo – e ancora una volta - il potere del
passa parola in rete, ma anche che le persone non sono più consumatori
passivi di un prodotto, di una notizia, e neanche di un’idea politica.
La cosa che ha dato più fastidio agli abitanti della rete durante le
amministrative milanese è di essere trattati come utenti ingenui capaci
di bersi i temi della retorica e degli slogan di cattivo gusto. E la
rete non ha perdonato e ha colpito con l’arma che da sempre è la più
dura per chi comanda: l’ironia con la quale, probabilmente, si sono
coinvolti i giovani, che hanno affollato gli appuntamenti elettorali di
Pisapia in giro per la città, e si è svecchiata un’immagina della
sinistra che in fino a poco prima risultava vecchia e posticcia. Ora,
quella stessa forza si sta preparando a fronteggiare i referendum: una
mail di una fantomatica ricercatrice ambientale invita al passaparola
per pubblicizzare i referendum di cui le televisioni non parlano, la
pagina di Facebook Battiquorum raccoglie già più di 500mila fan, San
Tommaso is back, è un blog della cantatrice Pilar che invita ad andare a
votare, migliaia di persone hanno sostituito la foto sul proprio profilo
di Facebook con immagini che invitano a votare. Se la partecipazione
sarà significativa come è avvenuto per le elezioni amministrative è
presto per dirlo, ma sicuramente il silenzio dei media mainstream, se
continuerà, alimenterà la discussione sulla rete per fronteggiare chi,
ancora una volta, non li tratta da elettori consapevoli ma da utenti
facili da condizionare.
|
|