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La blogosfera iranianaQuasi 100 mila blog e il farsi come quarta lingua pi� parlata del web. La blogosfera iraniana � una delle pi� vivaci di tutta la rete e riflette una societ� molto diversa da quella solitamente trasmessa dai media occidentali. In un paese in cui pi� dei due terzi della popolazione � sotto i 30 anni e il 90% degli abitanti � istruito, � facile immaginare che i blogger sono per lo pi� giovani colti. Ragazzi e ragazze che scrivono in inglese e in persiano, e che cercano in internet un luogo dove esprimersi liberamente: �ho iniziato a tenere un blog per respirare un po�� scrive Lolivashanen nel suo diario, �in questa aria soffocante dove � considerato un crimine solamente pensare�. Accanto a loro insegnanti, professionisti, attivisti, ex giornalisti in esilio. Un insieme profondamente eterogeneo di individui che scrivono di sport, arte e letteratura ma soprattutto di religione e politica. Tra loro i sostenitori del regime � i cosidetti Hezbollah che non hanno niente a che vedere con i miliziani libanesi �che utilizzano il blog per contestare la cultura e le mode occidentali; ma soprattutto i riformisti, coloro che si oppongono alla politica del presidente Ahmadinejad, ma anche a quella di Bush, che si sentono attratti dai valori dell�occidente, democrazia e diritti umani, ma rivendicano orgogliosamente la propria cultura e l�eredit� della storia: �Lasciaci risolvere i nostri problemi da soli Mr Bush� scrive Hossein Derakshan, il fondatore della blogosfera iraniana, il primo che ha pubblicato un blog in persiano � faresti meglio ad occuparti di quello che hai combinato in Iraq�. Un fenomeno con cui anche i politici iraniani hanno iniziato a fare i conti. I riformisti durante le elezioni del 2005 hanno coinvolto i blogger in dibattiti dentro e fuori la rete, e l�ex vice presidente riformista Abtahi, che ha un suo diario dal 2004, � oggi uno dei pi� influenti blogger di tutta la blogosfera iraniana. Nei confronti di questa, invece, i conservatori utilizzano l�antica, ma sempre efficace, tecnica del bastone e la carota. Da un lato Amadinejhad inasprisce la censura, usando tra l�altro software americani, e colpendo, secondo uno studio congiunto condotto dalle universit� di Harward, Toronto, Cambridge e Oxford, il 30 per cento circa dei siti presenti in rete; dall�altro, a Qom fonda un ufficio blog dove sono gi� stati "formati" pi� di 500 blogger clericali. Un esercito, tra l�altro, di cui fanno parte anche lo stesso Presidente e il leader supremo Ali Khamenei. Per maggiori informazioni: http://www.ahmadinejad.ir/, www.khamenei.ir
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