marta mainieri

      R                              21 gennaio 2007


Ritorno a Baghdad

Faiza gestisce il suo blog, A Family in Baghdad, dall�inizio del conflitto iracheno, aggiornandolo sia in inglese sia in arabo. Ha raccontato l�arrivo degli americani e la guerra prima dal capoluogo iracheno poi da Amman dove due anni fa ha trovato rifugio con i suoi tre figli, blogger anch�essi. Lo scorso novembre, presa da una forte nostalgia, � tornata per una settimana nella sua citt�. Questi alcuni stralci del suo racconto pubblicato in rete.

 �Appena scesa dall�aereo sono andata a casa mia, volevo vederla anche se mio cugino mi diceva che non era prudente. La strada era deserta, il panettiere e il fruttivendolo chiusi e solo il meccanico si trovava in officina. �Com�� il quartiere� gli ho chiesto �sicuro? �Non pi�� mi ha risposto, �due giorni fa � stato assassinato un professore universitario e gruppi armati arrivano all�improvviso, portano morte e se ne vanno�. In casa era tutto come l�avevo lasciato, solo ricoperto da tanta polvere, come non ne avevo mai vista. In un attimo ho ricordato la guerra, il caos, le violenze, i ladri, gli assassini, e quei dodici terribili giorni in cui Khalid, mio figlio, � stato arrestato e accusato di terrorismo.

Sono scoppiata a piangere e siamo andata via.

Quella notte ho dormito sotto il rumore degli spari, andavano e venivano come due anni fa. Ma ero felice di sentire l�odore della mia citt� e di dormire fra le sue braccia�.

Nei giorni seguenti Faiza incontra amici e conoscenti: �Non mi sono mai chiesta se la mia compagna di infanzia e di studi fosse sunnita o sciita. Eravamo inseparabili, almeno fino al matrimonio. Ho saputo che suo figlio si chiama Omar, un nome sunnita, e quindi, secondo quanto dice Bush sulla guerra civile, saremmo nemiche. Sono andata a trovarla e mi � sembrata molto preoccupata. Ha procurato a suo figlio una nuova carta identit� sciita, spera cos� di proteggerlo da chi ammazza in base al nome che legge sui documenti�.

E ancora: �ho incontrato la nostra donna delle pulizie l�altro giorno per strada, era in lutto per l�uccisione di suo cognato, sciita: �lo hanno fermato a un falso posto di blocco� mi ha raccontato, �gli hanno chiesto la carta di identit� e l�hanno portato via. Il suo corpo � stato ritrovato in un quartiere sannita. Dopo due giorni � stato ucciso il fratello nello stesso modo. Mia sorella vive con me ora, in una zona forse pi� sicura. Quando � tornata nella scuola dei figli per chiedere il trasferimento, ha trovato il taxista che l�aspettava fuori con il cervello spappolato. E non � stata incolpata solo perch� ha dimostrato di esser sciita, come il taxista�.

Viene domenica. Faiza insieme alle cugine � occupata con il bucato �Avevo quasi dimenticato cosa volesse dire vivere a momenti. Essere costretti a concentrare tutte le faccende in alcune ore del giorno perch� poi manca l�elettricit�. Mentre lavoravamo quel giorno � finita la bombola del gas. �Quanto costa cambiarla?� chiedo a mia cugina, �17.000 dinari iracheni� mi risponde.

�17.000? erano 500 due anni fa. E la benzina?�

�Una lattina da 20 litri costa 10 mila dinari�.

�Noi la compravamo a 2000�, le ho detto. �E gli stipendi sono cambiati?�

�Naturalmente no�.

�Come fa la gente a vivere? Non c�� lavoro, gli impiegati vengono ammazzati ogni giorno, come si pu� continuare cos�?� Lei mi ha guardato e si � messa a ridere: �Non so� mi ha detto.

Ho riso con lei, �Ah gi� questo � l�Iraq creato da Bush�.
 

 Per maggiori informazioni: www.afamilyinbaghdad.blogspot.com