marta mainieri

     R                19 marzo 2007


Riverbend

 Riverbend, �ansa del fiume� � lo pseudonimo di una ventisettenne irachena che, dall�inizio della guerra, gestisce un blog in inglese. I suoi messaggi - dapprincipio numerosi e talvolta anche ironici, poi sempre pi� rari e drammatici - raccontano non solo gli eventi tragici della guerra ma permettono al lettore di entrare nei pensieri di una donna qualunque che vive oggi in Iraq. Una testimonianza �privata� della guerra, che, tra l�altro,  un editore americano ha raccolto in un libro Baghdad burning  -titolo anche del blog- e Baldini e Castoldi ha tradotto in italiano.

Nel suo ultimo messaggio lasciato in rete, �Il ratto di Sabrine�,Riverbend riporta la testimonianza di una donna violentata dalle forze di polizia irachena e d� sfogo a tutta la sua rabbia.

 E� molto tempo che non ho pi� la forza n� la voglia di scrivere, ma stanotte non riesco proprio a farne a meno. Mentre sono al computer Oprah � su Channel 4 che spiega come risparmiare, a uno studio pieno di donne americane che sembra abbiano speso un po� troppo; contemporaneamente, su Al Jazeera, Sabrine Al-Janabi, una giovane donna irachena, racconta come � stata trascinata fuori di casa e violentata da uomini della polizia irachena. Ha il volto coperto per ragioni di sicurezza, la voce spezzata, e il respiro affannoso. Appena finisce di parlare chiede alla giornalista di non essere sottoposta ad altre domande e si copre gli occhi dalla vergogna. E� sicuramente la pi� coraggiosa donna irachena che abbia mai conosciuto. Tutti sanno che i soldati americani e la polizia rapiscono uomini e donne, ma lei � la prima che ha osato denunciarlo pubblicamente. La sua storia mi si spezza il cuore, potrebbe essere mia cugina, una mia amica, una vicina con cui un tempo mi fermavo a chiacchierare per strada. Chiss� con quale scusa � stata prelevata da casa. Probabilmente l�hanno accusata di terrorismo come migliaia di altre persone innocenti, che poi il giorno dopo compaiono sulla CNN, sulla BBC o su Al Arabya come: �insorti catturati dalla polizia irachena�.

Gli uomini che l�hanno violentata sono gli stessi che Bush e Condi sono cos� orgogliosi di aver addestrato.

 Riverbend prosegue il suo post riportando le parole della giovane violentata, poi, si lascia andare a un altro sfogo.

 Guardo questa donna e sento una rabbia violenta. Una volta si camminava sicuri per le strade di Baghdad, oggi non pi�. Allora ci siamo rifugiati nelle nostre case pensando che almeno quelle fossero inviolabili, ma oggi non siamo al sicuro neanche qui. Questa donna � una delle decine, forse centinaia, giovani irachene violentate nelle proprie case e nelle prigioni.

La situazione in Iraq peggiora ogni giorno di pi� mentre gli americani passano il tempo a chiedersi se stanno vincendo o perdendo. Lasciatemi dire: � finita. America, hai perso. Hai perso il giorno in cui i tuoi carri armati sono entrati a Baghdad portandosi dietro simpatizzanti addestrati come scimmie. Hai perso quando le foto di Abu Ghraib hanno mostrato al mondo le atrocit� commesse dai tuoi soldati; hai perso quando hai messo a capo del primo governo democratico dell�Iraq, ladri, gangster, assassini e miliziani; hai perso quando una terribile esecuzione ha cancellato il tuo pi� gran successo; hai perso il rispetto e la reputazione; hai perso pi� di 3000 truppe, America. Spero almeno che il petrolio ti abbia ripagato di tutto questo.

 Per maggiori informazioni: http://riverbendblog.blogspot.com/