marta mainieri

       R                     16 aprile 2007


Gli studenti americani commentano la guerra in Iraq 

Qualche tempo fa avevamo raccontato il viaggio a Baghdad di Faiza, mamma e blogger irachena in esilio ad Amman, oggi sul suo sito, Family in Baghdad, troviamo una lettera ricevuta da un�insegnante di storia americana che, in occasione del quarto anniversario dell�invasione americana, ha mostrato ai suoi studenti un film di Micheal Franti, un musicista americano che ha girato per Baghdad con la sua chitarra e una troupe cinematografica per raccontare la vita degli iracheni sotto l�occupazione americana. Faiza non commenta la lettera forse, perch�, lo stupore degli studenti americani parla da solo.

 �Mentre i miei studenti vedevano il film mi accorgevo che lentamente capivano che gli iracheni non sono diversi da loro e che � davvero difficile vivere a Baghdad di questi tempi. Hanno visto una famiglia vivere in uno scantinato per undici giorni mentre gli americano bombardavano la loro citt�, bambini senza gambe, il cielo costantemente grigio per il fumo degli attacchi, coetanei che cercano di condurre una vita normale. Finito il film gli ho chiesto che cosa li avesse colpito di pi� della vita degli iracheni sotto l�occupazione americana. E questi, cara Faiza, sono i loro commenti:

Lolita: "Mi ha stupito che uomini, donne, bambini, indistintamente possono essere uccisi  o maltrattati in ogni momento�

 Chase: �che gli iracheni cercano di continuare a vivere una vita normale ed essere felici�

 Romeo: �i continui blackouts�.

 Latisha: �Quello che mi ha colpito di pi� � accorgermi che gli iracheni non hanno pi� una vita propria: devono correre a casa sempre alle tre del pomeriggio perch� sono terrorizzati dalla violenza.

 Brian: �Mi ha stupito sapere che i civili iracheni abbiano paura delle truppe americane e che muore anche tanta gente che non ha niente a che fare con il terrorismo�

Poi ho chiesto ancora ai miei studenti se da questo film avevano appreso qualcosa di nuovo sugli iracheni e sulla loro cultura. Ashley mi ha risposto: �Si, che vogliono vivere una vita normale�

Melanie: �Si, che sono come noi, sognano come noi. Non sono diversi perch� vivono in Iraq, sono uomini che chiedono rispetto�.
Edison: �Ho capito che gli iracheni sono amichevoli e pacifici�

Josh: �Ho imparato che vivono una vita pericolosa, ma sperano ancora di essere felici�

Per maggiori informazioni:

http://afamilyinbaghdad.blogspot.com/