marta mainieri

  R          14 maggio 2007


I blogger contro Mubarak
 

Nora Younis, blogger egiziana, nel suo ultimo post resoconto sulla guerra dei blogger spiega come i blogger del suo paese stiano divenendo una reale forza di opposizione al regime di Mubarak, e come questo, molto spesso, gli costa la prigione e la tortura.

La nostra lotta � iniziata nel 2005 quando siamo scesi nelle strade mostrando le foto dei funzionari di sicurezza colpevoli di violenze contro dimostranti, quelle dei torturatori dell�autista Emad EL Kabir e del blogger Sharqawi, e quelle di molti altri. I loro volti, e i video che dimostravano le violenze inflitte, sono stati pubblicati ovunque sul web cos� i loro nomi sono diventati di dominio pubblico.

I blogger egiziani sono indipendenti e liberi. Agiscono da soli, si prendono la responsabilit� di quello che fanno e solo a volte scendono per le strade insieme ad altri. I loro post sono conosciuti in tutto il cosidetto occidente e sono letti anche da diplomatici, ambasciatori, politici.

 Denuciare torture, violenze sessuali, corruzione, brogli elettorali non � qualcosa che un regime come quello egiziano pu� accettare. La polizia controlla l�Egitto. Controlla le elezioni e i collegi degli studenti, la nomina dei professori universitari, le elezioni locali, quelle parlamentari e presidenziali, la TV, la radio, le NGO, tutto!

 Il regime egiziano ci ha soprannominato �una manciata di ragazzi a cui piace andare in prigione�, cos� adesso la nostra lotta non � pi� solo denuciare la corruzione ma anche chiedere la liberazione dei nostri compagni in prigione come Alaa, Malek, Simsima, AboIslam, Sharqawi, Karem, Monem, o raccontare le violenze subite durante le manifestazioni come � successo a Hamalawy, Gemyhood, Salma e altri.

Cos� oggi, 10 maggio, il giudice Murad ha aggiunto altri 29 fra blog e siti internet -alla precedente lista di 21 (fra cui anche il mio)-, ritenuti pericolosi perch� accusati di diffamare l�Egitto, insultare il presidente e le sue istituzioni, minacciare la sicureazza e la stabilit� nazionale, attaccare gli altri regimi arabi. Sempre oggi i blogger Monem e Kareem sono ancora in progione, mentre altri blogger in tutto il mondo si mobilitano per loro.

Anche io chiedo la loro liberazione sebbene Monem appartenga ai Fratelli Musulmani, un movimento al cui mi oppongo fortemente. Sul suo blog non si trovano post religiosi ma anche se vi fossero lo difenderei comunque, perch� Monem denuncia la tortura, le leggi militari e la sua causa contro l�oppressione fa della sua lotta la mia.

 Per maggiori informazioni:http://norayounis.com/2007/05/11/240