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Dal 28 settembre tante cose sono accadute dentro e fuori la Birmania. C�� stata la dura repressione dei monaci buddisti, sostenitori della democrazia, e l�arrivo a Rangoon dell�inviato dell�ONU Gambari, che ha incontrato Daw Aung San Suu Kyi e il generale Than Shwe. Con il suo mandato Gambari ha potuto solo ammonire i generali, senza riuscire a fermare la repressione ne tanto meno a sostenere gli appelli di un intervento internazionale in Birmania. In questi giorni Gambari � in India per raccogliere il sostegno internazionale su un fantasioso progetto di riconciliazione nazionale. La Thailandia ha proposto una tavola rotonda a cui invitare anche la Birmania per parlare di pace e riconciliazione. L�altro giorno, il ministro degli Esteri di Singapore George Yeo ha sollecitato un dialogo "autentico" e non soltanto di facciata tra Daw Aung San Suu Kyi e il regime. Gambari deve mettere insieme tutti questi interlocutori e lavorare per raggiungere un�intesa. Non so se mai ce la far�, per il momento mi sembra un�idea a dir poco bizzarra. Intanto in Birmania, i generali non mollano ed esercitano, ancora, un�intensa repressione. Secondo fonti attendibili, i cittadini birmani che rientrano dall�estero sono sottoposti a controlli e se riconosciuti per aver partecipato alle proteste in sostengo del popolo birmano vengono fermati e arrestati. Vorrei quindi dire al signor Gambari che l�obiettivo pi� immediato della sua missione non � la riconciliazione nazionale ma la la cessazione di ogni repressione contro il popolo birmano. Ancora qualche giorno fa su una il governo su una sua pubblicazione ha scritto: "i traditori incontraranno presto la loro tragica fine� . Il regime � come un cane arrabbiato scatenato che vuole mordere chiunque lo tocchi. Per saperne di pi�: http://kadaung.blogspot.com/
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