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4 dicembre 2007
In viaggio con Khatami
Mohammad Ali Abtahi
è l’ex vice presidente e consigliere di Khatami, il leader iraniano
sconfitto alle scorse elezioni legislative da Amadinejad. Riformista da
sempre, è un’icona indiscussa della blogsfera iraniana da quando, deluso
dal voto, si dimise dal Parlamento e decise di parlare ai molti giovani
iraniani attraverso il suo blog che scrive sia in inglese sia in farsi.
“Voglio raccontare quello che accade nel nostro mondo” scrive
presentandosi sul blog, e continua dicendo che gli piace ricevere e
leggere i molti commenti de “i nostri cari iraniani”. Crede fermamente
che l’unico modo di salvare l’Iran è portarlo alla democrazia attraverso
le riforme in pieno rispetto delle tradizioni e delle pratiche
religiose. E proprio la propaganda riformista è il tema di cui parla in
questo post pubblicato qualche giorno fa.
Ieri ho accompagnato
Khatami nel suo viaggio a
Mashhad, città del
Khorasanm nell’Iran orientale. Come sempre l’aereo ha avuto due ore e
mezza di ritardo. Già all’aereoporto, però, abbiamo ricevuto molti
segnali di solidarietà. Viaggi come questi accendono la speranza e per
questo è sempre molto complicato organizzarli e superare gli ostacoli
che molti ci pongono davanti. A Mashhadm abbiamo visitato il sacrario
dell’imam Reza, nel giorno dell’anniversario del suo compleanno,
incontrando gente diversa, tutta in egual misura, che sosteneva la
politica di Khatami. Tra loro non vi erano pellegrini capitati lì per
caso ma tutti erano venuti apposta per incontrare Khatami. Molti hanno
inneggiato a slogan del tipo "Khatami, presidente", e "abbasso la
dittatura", solo un gruppetto di 10 o 15 persone ha urlato "la povertà,
la corruzione, e la discriminazione sono il risultato del vostro governo
riformista”. Sostenitori del Presidente che probabilmente ricevono
sussidi dal governo, ma mi chiedo perchè debbano per forza creare
tensione inneggiando al Presiente in queste situazioni così tranquillle.
Forse sono semplicemente abituati. Quando Khatami ha detto che il male
peggiore è raccontare bugie al popolo, essere ipocrita e corrompere la
gente con i voti, chi lo stava ascoltando si è entusiasmato.
Una accoglienza così calorosa rende difficile il lavoro di chi crede che
il popolo che manifesta sia un problema. La partecipazione attiva del
clero – erano presenti l’Ayatollah Tavasoli e l’Ayatollah Bojnoordi – ha
reso, poi, la giornata ancora più bella.
I mezzi di
comunicazione del Khorasan hanno dimostrato di essere migliori che in
altre regioni del paese. La TV ha trasmesso il discorso di Khatami e la
stampa locale ne ha pubblicato il resoconto. Spero che Khatami non si
stanchi e continui a viaggiare. Potrebbe essere un passo importante
nell’organizzazione di chi crede nel riformismo e nel riportare speranza
nel nostro paese.
Per maggiori
informazioni:
www.webneveshteha.com/en
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