marta mainieri

    r                                  26 giugno 2008


Help her help

Aiutami ad aiutarli! Con questo l’appello, Diana Chamia, blogger del Madagascar, ha raccontato in rete la storia di una donna del suo paese che lo scorso agosto ha dato alla luce due gemelli uno dei quali, Kamba, è nato deforme. Una storia a lieto fine che mostra quanto internet permetta a chiunque di sfruttare la sua rete di persone per aiutare gli altri. L’appello di Diana, infatti, è stato raccolto da FOKO, un’associazione no profit del Madagascar che tra le varie attività promuove un programma di alfabetizzazione sui nuovi media insegnando a giovani a utilizzare blog, podcast e video per raccontare il Madagascar e la sua gente. Attraverso il suo portale e la rete di blogger FOKO ha rilanciato l’appello a livello mondiale e ha avviato la raccolta fondi per permettere a Kamba e alla madre di recarsi nella capitale del Madagascar e ricevere assistenza e cura. Da lì a poco una famiglia di origine malgascia e residente in Canada ha contattato Diana e si è offerta di finanziare le cure a Kamba che qualche giorno fa è stato operato e sta bene. Ecco la sua storia.
Agosto 2007, Philomene Georgine ha partorito due bellissimi gemelli: una bimba in perfetta salute e un piccolo con una massa abnorme cresciuta sul volto tra gli occhi e il suo nasino. Una deformità che gli impedisce la vista e gli procura problemi respiratori. “Durante i l primo mese e mezzo” mi ha raccontato la donna “mio figlio e io eravamo in ospedale per la malattia. In questo periodo nessuno si è interessato a noi e tu sei la prima persona che mostra attenzione per me e per i miei figli, e anche che gli sorride. Qui tutti ci odiano. Sono una donna delle pulizie e non ho più clienti perchè la gente ci allontata. Mio marito ci ha abbandonato quando ero incinta e i dottori non non ci hanno nè diagnosticato una malattia nè ci hanno autato a trovare una cura. Dappertutto nel paese ci sono centinaia di bambini defori ma Majunga, dove abitiamo, è una piccolo città e tutti avranno sentito la nostra storia eppure, nessuno, ci è mai venuto a trovare. Perchè la gente ci odia?”
Ho incontrato Philomene per strada. Ero sull’autobus. Colpa della distrazione o del destino ho sbagliato fermata e sono scesa a quella successiva. Sulla strada per tornare ho visto questa donna che stava trasportando un bimbo sulle sue spalle e uno fra le sue braccia. Quello di fronte era coperto da un sari verde. Mi stavo proprio domandano perchè lo coprisse quando una folata di vento ha scoperto il piccolo e la sua deformita. Non ho potuto reprimere la mia sorpresa e ho esclamato: “o mio Dio!”. La mamma ha coperto il bimbo ed è corsa via veloce. Ma nessuno può scappare a Diana Chamia. L’ho rincorsa e le ho chiesto di fermarsi un attimo. Ci siamo fermati sotto un alberto e mi ha raccontato la sua storia e le ho promesso tutto il mio aiuto.