marta mainieri

     r                               13 gennaio 2009


Ghana

La blogosfera africana ha salutato con entusiasmo l’elezione di John Atta Mills, candidato del partito d’opposizione, il “National Democratic Congress”, che ha vinto con un margine strettissimo l’elezioni che si sono svolte in Ghana il 7 gennaio scorso. Dopo le violenze seguite alle elezioni presidenziali in Kenya e in Zimbawe il successo di questa votazione ha un significato particolare per gli africani che sperano che il Ghana diventi un esempio per il processo di democratizzazione e di sviluppo del continente nero. Ethan Zuckerman, attento conoscitore dell’Africa nochè coodirettore di Global Voices, giornale online che raccoglie e amplifica le voci di chi scrive dal sud del mondo, ha così sintetizzato nel suo blog, My heart’s in Accra, l’aria che si respira in Ghana e in tutta l’Africa.
Il video pubblicato da Amos Anyimadu di AfricaTalks, illustra bene il senso di eccitazione e di gioia che le elezioni hanno generato in Ghana. Basta un solo commento a dimostrarlo: “Il leader dell’opposizione Akufo-Addo arriva in Piazza Indipendenza per il giuramento in mezzo all’esultanza dei ghaniani”
Dire che le elezioni si sono giocate sul filo del rasoio è dire poco – il margine finale è stato di 41,000 voti per il National Democratic Congress su più di 9 milioni di vontanti, meno dello 0,5 del totale. Non è stato un’elezione facile, con un ballotaggio combattuissimo e un’area, il Tain, dove si è dovuta ripetere una votazione. Ci sono stati casi di intimidazione e di incidenti, e entrambi i partiti hanno avuto difficoltà a piazzare gli osservatori nei seggi. La situazione ad un certo punto è diventata così tesa che entrambe le parti hanno minacciato di contestare i risultati e di scendere in piazza.
Tuttavia, a meno da una settimana dalla seconda votazione in Tain, e dalle tensioni che ne sono seguite, migliaia di supporter del National Democratic Congress si sono raccolti a Accra per celebrare la vittoria e hanno salutato il leader dell’opposizione appena è entrato nella piazza. Akufo-Addo avrebbe potuto contestare i risultati, rifiutarsi di accettare la sconfitta o semplicemente starsene a casa. Invece è entrato nella piazza, i suoi oppositori lo hanno applaudito e il Ghana va avanti.
Inutile dire che chiunque abbia a cuore il Ghana – o l’Africa – la scorsa settimana ha esultato sia che sostenesse, o meno, Atta Mills. Il blogger nigeriano Sokari Ekine, per esempio, scrive: “in Ghana si sono svolte elezioni libere e trasparenti nelle quali il candidato dell’opposizione ha sconfitto il leader del partito al potere e solo per questo dovremmo noi tutti festeggiare e sperare che tutti i paesi africani prendano esempio dal Ghana”. Oz notes, invece, scrive: “il Ghana sta velocemente diventando il primo esempio sostenibile di quello che tutta l’Africa potrebbe fare” (...) Personalmente aggiungo che il successo del Ghana nel superare le divisioni etniche, nel rafforzare il ruolo delle donne, (la neo eletta presidente delle Camera è una donna, l’ex-giudice della Corte suprema Joyce Bamford-Addot), nel creare un ambiente sano per il business e per il commercio, nel mantenere stabilità politica e economica è incoraggiante per tutte le altre nazioni che stanno affrontando simili sfide.