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marta mainieri
5 maggio 2009
Un carico di libri per i bambini del Sarah occidentale
Bubisher è un autobus carico di libri per i bambini
del Sarah occidentale. Se ne va in giro, da dicembre scorso, per le
quattro zone autonome dei campi profughi del Sahara occidentale, tra
l’Algeria e la Mauritania, in quella zona, cioè, in cui molto saharawi
si sono rifugiati dopo che la Spagna abbandonò i territori nel 1976 e il
Marocco cercò di annetterli. Una popolazione dimenticata dalle cronache
dei giornali e anche dall’ONU, che nel 1992 promise un referendum, non
ancora realizzato, per sancirne indipendenza. Le difficili condizioni di
vita dei ragazzi che vivono in questi campi ha mosso lo spagnolo Gonzalo
Moure Trenor, scrittore di letteratura giovanile e infantile, che,grazie
al contributo di alcuni volontari e del governo basco, ha trasformato un
camion in una biblioteca itinerante trasportando libri e organizzando
attività culturali. Il pezzo che proponiamo è tratto dal blog Bubisher
che segue il viaggio e l’avventura del camion e dei suoi passeggeri.
A coloro che mi chiedono quali libri inviare, suggerisco sempre
volumi con poco testo e molto semplici, di facile lettura. I ragazzi che
vivono nel Sarah occidentale hanno un livello piuttosto basso di
conoscenza dello spagnolo e quasi inesistente nella scuola primaria. In
compenso, però, il loro grado di immaginazione è alto così come il loro
desiderio di imparare. Pochi parlano e leggono lo spagnolo mentre quasi
tutti lo capiscono. Nelle scuole secondarie i ragazzi che conoscono un
po’ di spagnolo leggono piano piano e con molte difficoltà. Per questo
suggerisco di mandare album illustrati, che in genere risultano più
graditi. Ne abbiamo già molti, però si deteriorano facilmente (o
spariscono). I ragazzi rimangono incantati sfogliando i libri con le
immagini, li trovano facili e comprensibili. Così chi vuole può mandare
qualche libro semplice ma non per questo deve sembrare troppo infantile.
Che so’ qualche libro divertente, gli atlanti, libri che insegnano le
prime parole. E soprattutto storie che facciano tenere gli occhi aperti,
e emozionare anche con illustrazioni di qualità.
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